L’ombra dell’Angelo
L’ombra dell’Angelo
Titolo
Organico
Per flauto solo
Audio
Flauto: Harrie Starreveld
(dal CD Perspectives, Gaudeamus Competition’s 25h anniversary)
Note di programma
La composizione di questo brano per flauto solo è stata preceduta da una ricerca intorno alla possibilità di utilizzare la serie dei suoni armonici ottenibile da ogni diteggiatura con il solo controllo dell’imboccatura.
L’individuazione e la scelta di alcune di alcune possibili articolazioni di tali suoni in organismi figurali strumentalmente e compositivamente interessanti ha rappresentato l’inizio del lavoro compositivo.
L’ombra dell’Angelo però non vuole essere una “sperimentazione” di tali suoni (lascio infatti ai miei quaderni di appunti il compito di raccogliere questi studi); in questo brano i risultati di quelle ricerche vengono invece utilizzati in un contesto e secondo un progetto propriamente “compositivi”.
È infatti l’articolarsi di quegli elementi e di quelle figure, secondo una “strategia del dare” in grado di instaurare una forte tensione logica, ciò che rende possibile l’intima pulsione del fluire musicale.
La composizione si configura allora come il luogo di un continuo darsi e ritrarsi di quelli che R. Barthes chiamava i “colpi del corpo”, colpi che possono divenire “voce del corpo” quando un pensiero li sappia organizzare secondo una logica musicale.
Il comporre, così concepito, assume infine i connotati di una “sfida” (quella del “dare” e del “dire”) in grado di richiedere uno sforzo tanto intenso da porci quasi nelle vicinanze dell’irraggiungibile Angelo di Rilke. L’idea della sua impossibile ombra forse aveva sin dall’inizio indirizzato le mie prime fantasticherie, le mie scelte, il mio pensiero musicale.
L’ombra dell’Angelo è dedicato a Roberto Fabbriciani
Paolo Perezzani © 1985
