Radura con flauto (e roveto)

Titolo

Radura con flauto (e roveto)

Organico

Per flauto e gruppo strumentale

Anno

1991

Commissione: Nieuw Ensemble Internationale Gaudeamus Muziek Week

Prima esecuzione

Amsterdam, 2 settembre 1991. Internationale Gaudeamus Muziek Week 1991.

Interpreti: fl. H. Starreveld, Nieuw Ensemble, dir. D.Porcelijn

Audio

Nieuw Ensemble, di Amsterdam, flauto: H. Starreveld, direttore: D.Porcelijn

(registrazione dal vivo dell’Internationale Gaudeamus Muziek Week 1991)

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Note di programma

Non è sufficiente desiderare una presenza, volere un’immagine. Attendono, questi sogni, di potere apparire, di darsi; attendono che io, facendomi da parte, conceda loro di situarsi in quel libero spazio che solo ne può permettere la presenza.

Apertura, radura dell’aperto, Lichtung (M.Heidegger): scena del linguaggio.

Posso dire di un luogo abitato da un flauto dapprima sussurrante e di una successiva vicenda di suoni, altrimenti irraccontabile, che cogliamo nel corso di una progressiva e parallela trasformazione della materia sonora.

Il modo in cui si articolano gli avvenimenti figurali nella immaginaria spazialità che li accoglie, aspira qui ad una logica non dissimile da quella teatrale, o forse la presenza di procedimenti compositivi piuttosto imparentati con l’idea di “montaggio” e di “taglio” delle sequenze, può richiamare certe tecniche cinematografiche.

Dietro ad un tale “lasciare apparire” la vicenda sonora, agisce infine una regia, un soggetto, appunto, non ancora assente: roveto tagliente, invece, a cui certamente è da addebitare tutta la responsabilità per quegli improvvisi momenti in cui la materia sonora pare infuocarsi e per quelle imprevedibili e ferine impennate del flauto.

Né si può pensare che un accadere puro debba per forza assumere i connotati della quiete: anche i lampi di luce e gli abissi d’ombre che vi si sottraggono, anche le impurità della memoria e dei colpi del corpo abitano il luogo fecondo e misterioso – “il cuore del boschetto” (R.M.Rilke) – in cui le possibilità infinite e il lavoro compositivo, incontrandosi, possono dare luogo al profilarsi di una presenza pregnante, di una figuratività che si concede anche come atto comunicativo.

Questa musica è dedicata a Harrie Starreveld.

Paolo Perezzani © 1991