Contatti

Titolo

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Organico

Per piatti a due, piatti sospesi, lastra di metallo e pubblico collaborante ad libitum

Anno

2012

Commissione: Festival Eterotopie

Prima esecuzione

Mantova. 28 giugno 2012. Galleria Disegno, Festival Eterotopie

Interprete: Simone Beneventi

Partitura

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Video

Solista: Simone Beneventi

Mantova, Festival Eterotopie, 28 giugno 2012

Note di programma

La musica accade quando incontra l’ascolto. Il suono stesso esiste quando viene percepito, quando entra in contatto con il nostro corpo: prima ci sono solo vibrazioni nell’aria, ancora mute.

È così che anche il pubblico contribuisce sempre all’accadere della musica, all’evento del suo manifestarsi.

Ogni esecutore lo sa: il pubblico “lo si sente”, e lo si può percepire più o meno presente, attento, attivo. Ci si accorge della presenza di qualità diverse di silenzio e qualche volta può anche accadere che vengano raggiunte delle grandi tensioni di ascolto: è allora che diciamo che il pubblico “partecipa” e in qualche modo contribuendo alla stessa resa interpretativa dell’esecutore.

Dunque, ascoltare non è tanto un contemplare quanto un entrare in contatto con ciò che ci viene incontro. Ciò comporta la decisione e la disponibilità ad entrare a far parte di una corporeità più vasta: portando la propria risonanza anche all’interno del corpo del suono e risuonando assieme ad altri corpi ascoltanti.

Ci sono state e ci sono diverse modalità di fruizione della musica. In una sua lettera al padre, Mozart, parlando della prima esecuzione della propria sinfonia “Parigina” (K 297), racconta con soddisfazione dell’applauso scoppiato in sala nel momento del ritorno del primo tema (una pratica oggi piuttosto consueta durante la fruizione delle canzoni: l’applauso al ritornello). È anche abbastanza consueto che nei concerti rock il pubblico a un certo punto canti o venga incitato a battere le mani.

Una modalità molto particolare di ascolto è poi quella di chi ascolta sé stesso e gli altri mentre sta facendo musica insieme (per esempio in un contesto orchestrale): ascolto del tutto particolare e attento, e in rapporto al quale ognuno è chiamato a reagire e ad interagire portando il proprio contributo alla realizzazione del risultato sonoro complessivo. Ascolto dal di dentro del farsi della musica, dunque, e indirizzato alla costruzione condivisa di un senso che richiede ogni volta di essere “preso al volo”, che sta accadendo proprio in quel momento e che richiede di essere rilanciato.

In Contatti al pubblico viene richiesto di portare il proprio contributo all’accadere della musica anche facendosi esso stesso co-interprete musicale, attraverso due modalità di intervento (entrambe non esigono nessuna competenza strumentale e/o musicale specifica):

  • a) intorno alla sala sono posizionate tre lastre di metallo che verranno percosse ognuna da due o tre persone del pubblico, seguendo le semplicissime indicazioni descritte su un foglietto.
  • b) tutte le altre persone sono invitate ad intervenire seguendo le indicazioni descritte su un altro foglietto che ognuno avrà ricevuto entrando in sala. In esso viene richiesto di produrre tre tipi di suoni:
  1. Con le mani: battere le mani un certo numero (approssimativo) di volte, non a tempo.
  2. Con la voce: pronunciare una “s” prolungata (circa 5”), oppure una serie di ripetizioni (una decina) veloci della “s”
  3. Con la voce: urlare molto forte il suono “UÓ” un certo numero di volte, indicato in modo approssimativo.

Il percussionista, durante l’esecuzione del pezzo dice con la voce, e sempre con intensità molto forte, dei numeri (da 1 a 14): in corrispondenza di alcuni di essi ognuno interviene seguendo le indicazioni del proprio foglietto.

Esperienza condivisa di ascolto e attenzione-partecipazione di ognuno perché anch’egli “esecutore” e “interprete”: gioia del fare musica insieme.

Paolo Perezzani © 2012