Se da lontano… (omaggio a Luigi Nono)

Titolo

Se da lontano… (omaggio a Luigi Nono)

Per voce femminile, ensemble e pubblico collaborante ad libitum

testi da F. Hölderlin

Organico

Per flauto basso (flauto contralto), clarinetto basso (clarinetto), percussioni, pianoforte, fisarmonica, voce femminile, violino, viola, violoncello

Anno

2024

Prima esecuzione

Bologna, Exitime 2024 – Ex Chiesa S. Mattia, 23 maggio 2024

Interpreti: Soprano: Livia Rado, Fontana Mix ensemble, direttore: Francesco Lalicata

Partitura

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Audio

Soprano: Livia Rado, Fontana Mix ensemble, direttore: Francesco Lalicata

(registrazione dal vivo a cura del Festival Exitime)

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Note di programma

La musica accade ogni volta che il suo “corpo sonoro”, arrivando a toccarci, trova finalmente l’occasione di manifestarsi. Solo così, ascoltandola (cioè: facendola esistere) è infatti possibile entrare in risonanza con quel suo “dire” che, pur non riducibile a significato – o proprio per questo suo irriducibile eccesso di senso – ci attrae, ci emoziona e ci trascina.

Verso dove?

Per me è andata così: proprio l’esperienza del lasciarmi toccare dalla musica, a un certo punto ha fatto crescere il desiderio, o il bisogno, di esprimere e rilanciare quelle emozioni, cercando di creare anch’io altre occasioni affinché l’alterità (o la lontananza…) di quel “dire” potesse ancora una volta darsi, prendere forma, aprendosi così a inaugurare e attivare altri ascolti.

E’ muovendo da qui che, accogliendo la proposta di Francesco di progettare insieme il programma del concerto che avrebbe ospitato anche una mia prima esecuzione, ho pensato che l’intera serata potesse assumere non solo il carattere dell’omaggio a Luigi Nono (già presente nelle intenzioni e nel titolo stesso del mio nuovo lavoro) ma anche il senso di una sorta di omaggio rivolto all’ascolto stesso (e all’auspicio di continuare a “udirci l’un l’altro”, ci sussurrerebbe Hölderlin), e di gratitudine nei confronti dei tanti ascolti verso i quali anche questa mia nuova composizione rappresenta una sorta di risposta, o rilancio, in ogni caso di saluto riconoscente.

Tra le tante musiche del passato che sento ancora attivamente presenti nel mio fare, mi sono limitato a proporre solo alcuni lavori degli ultimi decenni del secolo scorso, salvo una sola presenza proveniente da un passato più lontano: quello di Bellini, la cui scrittura, soprattutto vocale, è stata diverse volte ricordata e… omaggiata da Luigi Nono (è questo il senso dell’esecuzione di una sua aria da camera accanto a quella di una pagina di Nono tratta da Quando stanno morendo. Diario polacco n.2).

Ecco dunque la presenza di composizioni anche di Sciarrino, Lachenmann, Grisey, Xenakis: impossibile qui addentrarsi in motivazioni, distinzioni, vicinanze, debiti, apporti… Ma almeno questo credo di potere dire: per me il contatto con questi compositori ha rappresentato soprattutto l’incontro con modi di pensare la musica, il suono e l’ascolto che credo abbiano inciso in maniera decisiva sugli sviluppi della musica più recente, e in ogni caso sul senso stesso del mio agire compositivo “nel” e “per” l’ascolto.

Accanto a questi musicisti ho poi suggerito di inserire anche una composizione di Marco Momi, non solo per la rilevanza del lavoro di un musicista, di una generazione successiva alla mia, che apprezzo, ma anche per segnalare la necessità di rimanere in ascolto e in dialogo attivo con l’a-venire stesso di ciò che nasce, cercando di portare anche così un piccolo contribuito affinché il nuovo continui a nascere e a stupirci.

D’altra parte, e per concludere ritornando a Luigi Nono, è proprio al compositore veneziano che un’intera generazione, compreso me stesso, deve l’opportunità di avere potuto portare all’ascolto (portare a esistere) le proprie prime prove compositive, grazie a quel suo atto di creatività (“nella” e “per” la Polis) – e al tempo stesso di apertura e generosità verso i giovani compositori – che fu l’invenzione e la realizzazione delle due straordinarie edizioni (1981 – 1982) di Venezia Opera Prima.

Paolo Perezzani © 2024

Altro (recensione del concerto del 23 – 5 – 2025 di Giuseppina La Face)

Giuseppina La Face 30, Magio, 24

Bologna, ex-chiesa di San Mattia – Exitime

Per l’ascolto (con Luigi Nono)

La Licata (dir.) – FontanaMix Ensemble

Il compositore Paolo Perezzani è stato l’ospite d’onore nel concerto Per l’ascolto (con Luigi Nono) offerto a Bologna, nella ex-chiesa di S. Mattia. Promotore della serata e della rassegna “Exitime” è il FontanaMix Ensemble che sotto la direzione di Francesco La Licata è oggi in prima fila tra i complessi dediti alla Nuova Musica nel nostro Paese.

Quest’anno FontanaMIX ha commissionato a Perezzani un “omaggio a Luigi Nono”, Se da lontano…, per voce e ensemble. A tratti, il pubblico in sala è chiamato a intervenire: applausi lievi e forti, ticchettio delle dita sul palmo della mano, esalazioni di respiri.

Il brano reclama vari tipi di ascolto: orecchio teso a captare mille risonanze degli strumenti solisti, immersione nella marea sonora montante, sbalordimento per gli exploits della voce che dal fondo della chiesa squarcia l’oscurità: sono spezzoni di versi, suggestivi ed ermetici, di un poeta che Nono adorava, Friedrich Hölderlin; magnifico il soprano Livia Rado.

Sollecitare un ascolto attento, concentrato, competente è il tema cui s’è ispirato il concerto: ma vale per l’intero ciclo Exitime. Lo stesso Perezzani sottolinea che il suo pezzo è un omaggio all’ascolto, anzi ai tanti ascolti cui esso porge un “saluto riconoscente”. E infatti l’intero programma, concepito da Perezzani non solo come omaggio a Nono, ha presentato brani che gli son cari, musiche che, ascoltate e accarezzate nel corso degli anni, hanno influito sulla sua immaginazione e il suo pensiero.

Vengono così sciorinate composizioni assai diverse come Mehr Licht di Federico Incardona (1989) e Iconica di Marco Momi (2007) per ensemble, oppure Vagabonde blu di Salvatore Sciarrino per fisarmonica. Qui lo strumento è estraniato, agli antipodi del ‘liscio’ romagnolo o delle milongas argentine. Sussurra impercettibili fremiti, tenta furtive avances, bisbiglia e farfuglia a fior di labbra; splendido l’austero fisarmonicista Carlo Sampaolesi, a tratti squassato da fremiti elettrici.

Clara La Licata ha prestato la sua ampia e bella voce a un momento magico, un lunare frammento di Quando stanno morendo, “diario polacco n. 2”, di Nono (1982), che ingloba per intero la melodia di una romantica arietta di Vincenzo Bellini, Dolente immagine. Il pianista Stefano Malferrari ha dato un’esecuzione ironica, umoristica, e per finire perfida e aggressiva, di due brani tratti da Ein Kinderspiel di Helmut Lachenmann (1980).

Il direttore Francesco La Licata dirige con sovrana scioltezza l’ensemble, e ad ogni pagina dà il giusto risalto intellettuale e sentimentale.

La stagione Exitime 2024, che quest’anno vede anche la collaborazione con la Fondazione Archivio Luigi Nono di Venezia e il Schönberg Center di Vienna, per via degli anniversari dei due musicisti, prosegue per tutto giugno e riprende per un mese a settembre: una stagione che fa di Bologna un centro di prim’ordine per la musica d’arte contemporanea.