Vocativo

Titolo

Vocativo

Organico

Per clarinetto basso e contrabbasso

Anno

1989

Commissione: Stefano Scodanibbio

Prima esecuzione

Los Angeles, 21 aprile 1990. Los Angeles County Museum of Art.

Interpreti: Stefano Scodanibbio, Harry Sparnaay.

Note di programma

Le fantasticherie che scaturiscono dalla nostra immaginazione abitano ancora la scena notturna: non aspirano a “darsi”, non conoscono la pazienza del linguaggio. Se le pronunciassimo con la stessa immediatezza del gesto con cui a noi si concedono, mostreremmo soltanto qualcosa di simile ad un sintomo del soggetto. Solo articolandone con pazienza l’apparire possiamo introdurle sulla scena della rappresentazione e della comunicazione.

Il lavoro compositivo (la pazienza del linguaggio) forse ha permesso a questa composizione di fare apparire, di dare all’ascolto, una vicenda di suoni. Si tratta di una vicenda altrimenti irraccontabile: in Vocativo assistiamo al progressivo trasformarsi degli elementi sonori e al loro strutturarsi in figure collegate da una forte tensione logica. La “regia” che permette l’apparire di tale vicenda è guidata da un pensiero compositivo che mira a mettere in moto una vera e propria “strategia del dire e del dare”. Si tratta di un modo di costruire, di stilizzare e di collegare logicamente gli eventi sonori che tiene presente alcuni importanti meccanismi psicologici che caratterizzano l’atto percettivo.

Quando riesce a prendere forma, dandosi con pregnanza alla percezione, forse la musica incomincia anche ad attrarre verso sé, seducendoci.

Il titolo esprime ciò a cui anche questa composizione mira: nella lingua latina “vocativo” è il caso usato per il sintagma avente la funzione di esprimere la chiamata, il richiamo, l’invocazione.

Vocativo” è anche il titolo di una raccolta di poesie di Andrea Zanzotto del 1957. In esse il linguaggio, ridotto (o elevato) al puro paradigma della vocatività, pare acquisire una nuova forza espressiva e seducente.

Nell’aspirare ad essa trovo il senso del mio fare.

Vocativo è dedicato a Harry Sparnaay e a Stefano Scodanibbio.

Paolo Perezzani © 1989