Pim sta per parlare

Titolo

Pim sta per parlare

Organico

Per quartetto di saxofoni

Anno

1993

Commissione dell’Aurelia saxophone quartet

Prima esecuzione

Den Bosch (Olanda), settembre 1993.

Interpreti: Aurelia saxophone quartet.

Note di programma

Queste sono solo alcune note (non una vera presentazione, che ancora non ho scritto) a proposito di Pim sta per parlare per quartetto di saxofoni:

Lavoro scritto nel febbraio 1993, dedicato all’”Aurelia saxophone quartet” che l’ha eseguito più volte in Olanda.

Ho avuto la possibilità di conoscere il saxofono incontrandomi con Massimo Mazzoni. Con lui ho sperimentato diversi suoni, in particolare cercando di ottenere alcuni “trilli sulla stessa nota”, e alcuni suoni multipli (sovrapposizioni di armonici su un suono fondamentale con diteggiatura tradizionale) da me già utilizzati sul clarinetto: nonostante la differenza tra i due strumenti alcune mie ipotesi di lavoro si sono mostrate realizzabili. Soprattutto il saxofono baritono e tenore offrono proprio da questo punto di vista delle possibilità molto interessanti.

Dunque solo dopo una indagine sui suoni ottenibili dal saxofono, è iniziato il lavoro compositivo: quello che sarebbe troppo complesso raccontare, quello che mira a dar forma a qualcosa di ancora più impossibile da tradurre in parole. La musica infatti per me è un altro modo di parlare, o meglio di “dire” e di “dare” qualcosa.

Ricordo che per la prima volta in questo pezzo ho ricercato un modo “parlante” di intrecciare il rapporto tra gli strumenti; i quattro saxofoni mi hanno fatto pensare immediatamente a questo e può darsi che forse avessi in mente l’uso che dei saxofoni aveva fatto Bruno Maderna nel suo Don Perlimplin...

Ad ogni modo Pim sta per parlare è anche il tentativo di ottenere una forte tensione logica attraverso il continuo instaurarsi di rapporti dialoganti tra gli strumenti o, più spesso tra gruppi di strumenti.

Il titolo è tratto da Come è di S.Beckett, nella cui scrittura agisce un dire puro, quasi senza riferimento con alcunché, un parlare incessante e liminare, ottenuto attraverso una capacità costruttiva assolutamente lucida e precisissima. Ad essa e ad una stessa volontà di “parlare” aspira anche il mio lavoro.

Paolo Perezzani © 1993