Nicht weinen, singen (Omaggio a Pina Bausch)
Nicht weinen, singen (Omaggio a Pina Bausch)
Titolo
Organico
Per flauto contrabbasso in sol o flauto basso
Video
Flauto basso: Giulia Biffi
Modena, Teatro delle Passioni – 27 aprile 2019
Flauto basso: Marco Venturuzzo
Budrio, Torri dell’acqua, 9 giugno 2012.
Note di programma
C’è un aspetto dell’eredità che ci ha lasciato Pina Bausch che mi sembra della massima importanza. Con le sue creazioni e con le sue stesse, rare, dichiarazioni ci ha ricordato che anche un solo gesto apre già sempre alla possibilità di un senso, e che anche il più minuto dettaglio di un’azione, quando agisce come elemento all’interno di un più ampio contesto di relazioni, aspira già a qualcosa come un dire “che non va disturbato con le parole, ma va portato alla luce con tanta pazienza” (Pina Baush).
La consapevolezza che non si possa arrivare a dare forma ad un tutto “parlante” semplicemente combinando elementi ancora privi di una loro identità figurale ed espressiva credo di averla maturata da subito, a partire dai primi anni di studio con Salvatore Sciarrino. Eppure l’incontro con alcuni lavori di Pina Bausch (soprattutto Kontakthof e, recentemente, la visione del film che Wim Wenders le ha dedicato) non è stato per me meno sorprendente e decisivo.
Al punto che qualcosa di quella forza espressiva, di quella sorta di visceralità emotiva che pare scaturire da ogni piccolo dettaglio (elemento) delle sue creazioni, credo che forse sia arrivato ad interagire anche con questo piccolo lavoro per flauto.
Nato dalla richiesta di scrivere una breve composizione per festeggiare i dieci anni dell’Ensemble FontanaMix di Bologna, questo pezzo – le cui caratteristiche avrebbero potuto limitarsi a quelle proprie del piccolo pezzo d’occasione o, come si diceva una volta, del foglio d’album – è così arrivato ad assumere, pur con le sue dimensioni ridotte, il senso e forse l’intensità dell’”Omaggio” alla grande regista-coreografa tedesca scomparsa nel 2009.
In esso ho voluto riprendere e sviluppare ulteriormente alcuni elementi che avevo già utilizzato in un altro pezzo per flauto basso o contrabbasso in sol (Vento di rosa): elementi, appunto, già figuralmente parlanti ma che, anche attraverso il contatto-contagio con il Tanztheater, mirano qui a caricarsi del di più di forza necessario a garantire l’intensità di quel dire a cui anche questa musica vorrebbe aspirare.
Il titolo riprende una frase che Pina Bausch aveva riportato nel corso di una sua conferenza (dal titolo non meno significativo: Dance, dance, otherwise we are lost): “Un uomo anziano a Wuppertal mi ha raccontato di sua madre centenaria, al suo paese in Turchia, che gli ha sempre detto “Nicht weinen, singen. Non piangere, canta.”
A me sembra che solo mirando a quella intensità si possa tentare di corrispondere ad una sollecitazione tanto profonda, piuttosto “risvegliante” che consolatoria e, per questo, impegnativa, responsabilizzante.
Paolo Perezzani © 2012
Altro
Altre esecuzioni:
Parma. 9 ottobre 2012, Casa del suono, Traiettorie; interprete: Mario Caroli
Modena. 27 aprile 2019 Teatro delle Passioni, In. nova Fert Ensemble. Interprete: Giulia Biffi
